SILENZI

Italy-China 2012

Video SD 1024x576; Sound stereo 44.1 kHz; 4’48

Video: Giulio Boato; Sound: Lorenzo Danesin

Festivals: Videoconcorso F. Pasinetti 10° | 1st prize M. Cosua (Venice), OutArt_2 (Pordenone), Venice Film Meeting 10° (Venice), The Scientist videoarte 2013 (Ferrara)

This “audio-visual dramaturgy” proposes a syncopated reworking of the fragmented contemporary urban tissue, trying to prove a simple theorem never understood by postmodern media: "overlapping of messages does not generate dialogue, but the destruction of meaning." Today's metropolis of Shanghai, characterized by a hypertrophy of sound and visual stimuli, is a synecdoche of the current "global crisis of silence", becoming the ideal raw material for a synesthetic investigation on noise.


La drammaturgia audio-visiva propone una rielaborazione sincopata del frammentato tessuto urbano contemporaneo, tentando di dimostrare un semplice teorema mai compreso dai media postmoderni: “la sovrapposizione di messaggi non genera dialogo, ma distruzione di significati”. L’odierna metropoli di Shanghai, Nell’ipertrofia di stimoli sonori e visivi che la caratterizza, si fa sineddoche dell’attuale “crisi mondiale del silenzio”, diventando la materia prima ideale per un’indagine sinestetica sul rumore.

NOIR (CAFÉ)

Italy 2013

Video SD 1024x576; Sound stereo 44.1 kHz; 4’48

Video: Giulio Boato; Sound: Lorenzo Danesin; Performers: Greta Boato, Giulio Boato

Festivals: Corto Moak 2013 (Modica)

Noir (café) is a short, three act audio-visual tragedy. It is short because it is essential, such as theatre. It is in three acts because it takes place in three times of day: morning, afternoon and evening (not necessarily in this order). It is audio-visual because it is the result of the collaboration between a sound-artist and a filmmaker: sound and image are not united by a common real referent, but aesthetically linked. It’s a tragedy because it depicts the struggle between life and death (and guess who wins?). Coffee is the context, the subject and the object.


Noir (café) è una breve tragedia audio-visiva in tre atti. Breve perché è essenziale, come il teatro. Tragedia perché mette in scena la vita e la morte (e indovinate chi vince?). Audio-visiva perché è frutto della collaborazione tra un artista sonoro e un videomaker: suono e immagine non sono uniti da un referente reale comune, ma da accostamenti estetici arbitrari. In tre atti perché si svolge in tre momenti della giornata: mattina, pomeriggio e sera (non per forza in quest’ordine). Il caffè ne è il contesto, il soggetto e l'oggetto.

MARINA

Italy-Ukrain 2014

Video HD 1280x720; Sound stereo 48 kHz; 4’48

Video: Giulio Boato; Sound: Lorenzo Danesin; Voice and text: Marina Lishchynska

Festivals: Videoconcorso M. Cosua (Venice)

The voice of a citizen is the voice of the people? The voice of a woman is the voice of a nation? The big voice of an army, the tired voice of a mother, the rotten voice of the loudspeakers, the old voice of the radio. Which voice makes sense, in the Europe of 2014? The voice of Ukraine, nobody listen to it anymore.


La voce di un cittadino è la voce del popolo? La voce di una donna rappresenta la voce di una nazione? La voce grossa di un esercito, la voce stanca di una madre, la voce marcia degli altoparlanti, la voce vecchia delle radio. Quale voce ha più senso, nell’Europa del 2014? La voce dell’Ucraina, non l’ascolta più nessuno.

AUDIO-VISUAL DRAMATURGIES

AUDIO-VISUAL DRAMATURGIES

Since 2012, Giulio Boato (videomaker) and Lorenzo Danesin (sound designer) collaborate by producing short “audio-visual dramaturgies”: video-art works that set the sound sphere free from the image, to convey a synesthetic perception of reality.

Their first audio-visual dramaturgy won 1st prize Maurizio Cosua at the 10° edition of the video-contest Francesco Pasinetti (Venice 2012).


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Dal 2012, Giulio Boato (videomaker) e Lorenzo Danesin (sound designer) portano avanti una stretta collaborazione volta alla produzione di brevi “drammaturgie audio-visive”: opere di video-arte che svincolano la sfera acustica dal piano dell’immagine, separando vista e udito su due rette parallele. L’inevitabile incontro delle parallele nella percezione dello spettatore concede uno sguardo altro sulla realtà, frutto di un inatteso cortocircuito sinestetico.

La loro prima drammaturgia audiovisiva gli è valsa il premio Maurizio Cosua alla 10° edizione del videoconcorso Francesco Pasinetti (Venezia 2012).